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POLITICA - REGIONALE
data articolo08 marzo 2013

Lombardia - Formigoni fa il discorso di addio: "I conti sono in ordine"

Lombardia - Formigoni fa il discorso di addio:
Lombardia - Formigoni fa il discorso di addio: I conti sono in ordine
Milano - Il presidente uscente della Regione Lombardia Roberto Formigoni si è congedato ieri dal suo incarico da presidente che ha occupato per ben diciassette anni e ha voluto sottolineare che uno dei suoi meriti è quello di avere lasciato i conti in ordine facilitando quindi il compito di chi verrà dopo di lui. Non è certamente semplice lasciare un incarico che si è ricoperto per un lungo periodo come sta facendo proprio in questi giorni Roberto Formigoni, che nonostante abbia ricevuto alcune critiche per la sua gestione da presidente della Lombardia ha anche diversi meriti e lo dimostra l'eccellenza che la Regione ha ottenuto in diversi ambiti, anche se il fatto che a vincere sia stato un esponente del centrodestra come Maroni lo può lasciare tranquillo visto che con ogni probabilità verrà intrapreso un modo di agire basato sulla continuità. Nella giornata di ieri quindi Formigoni si è congedato ufficialmente dal Pirellone con la conferenza di fine mandato (anche se potrebbe rimanere Commissario Generale per l'Expo) e ha così approfittato di questa occasione per mettere in evidenza alcuni suoi meriti a partire dai conti che appaiono in ordine: "Dopo 18 anni di governo, lasciamo un bilancio coi conti in ordine, con una situazione di equilibrio, senza buchi né nel bilancio della Regione Lombardia né in quello delle aziende sanitarie né in quello delle aziende ospedaliere né di quelle partecipate. Abbiamo la tranquilla coscienza di aver fatto per gran parte il nostro dovere e di lasciare una macchina che funziona a chi ci succederà". Per supportare la sua tesi il Celeste ha inoltre voluto presentare ancne quattro documenti: una relazione di fine legislatura approvata dalla sua Giunta e tre pareri esterni "positivi" da parte della Corte dei Conti, di Moody's e di Deloitte & Touche.
Quello che ha stupito molti dei presenti è però il fatto che nella conferenza di saluto, che è stata comunque piuttosto breva, lui non abbia praticamente mai citato chi gli succederà in questo compito, ovvero Maroni, anche se i due avevano già avuto la possibilità di vedersi nel pomeriggio per fare il punto della situazione e quindi i due almeno apparentemente non dovrebbero avere problemi particolari tra loro. Il Celeste non ha ovviamente voluto sbilanciarsi sulle scelte che verranno prese da Maroni in merito ala nuova Giunta, anche se ha fatto una piccola eccezione sul prossimo assessore alla Sanità che spetta per accordo di maggioranza al Pdl, incarico che potrebbe andare da quello che si vociferà a Mario Mantovani, Ferruccio Fazio o Mario Melazzini: "Sono tre ottimi nomi, abbiamo in questo caso una abbondanza e una difficoltà di scelta, ma ben venga". 
 
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